Pita, la ricetta senza lievito a base di acqua

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pita senza lievito

Qualche settimana fa in preda ai deliri della varicella mi è venuta l’idea di preparare la pita a casa e senza lievito: per chi non lo sapesse (ma credo che tutti lo sappiate!), la pita è un pane mediorientale che si farcisce con carne di vario tipo e la cui caratteristica è di essere basso al punto tale che mentre addenti tutto il ripieno, non trovando sfogo, esce e ti ritrovi con il viso impiastricciato dell’impossibile e con le mani più unte di quelle di un bambino che gioca con il didò. Alla fine mi sono spulciata per bene tutto questo articolo di Dario Bressanini e sono riuscita a preparare la pita senza lievito usando l’acqua.

Il processo di preparazione e lievitazione è infatti garantito dall’utilizzo dell’acqua minerale che “gonfia” la farina e permette alla pasta di gonfiarsi una volta messa in forno e di sgonfiarsi, esattamente come accade con la versione classica (che è preparata a base di olio, farina, lievito di birra e sale), una volta tirata fuori.

Come per tutte queste cose, la ricetta della pita senza lievito è molto sperimentale e la sua riuscita seguendo la ricetta che sto per darvi dipende:
a) dal tipo di forno che si ha in casa
b) dal tipo di farina che si usa
c) dal calore delle mani quando si impasta e dalla freddezza dell’acqua.

Cosa serve per 14 pita
500 grammi di farina
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 1/2 cucchiaino di sale
450 grammi di acqua minerale frizzante

Come si fa
1. Mettere l’acqua minerale in frigorifero in modo che sia bella fredda quindi versare in una ciotola la farina setacciandola e aggiungere il sale, il cucchiaio di olio e tutta l’acqua minerale.
2. Impastare per bene fino a formare un panetto morbido e liscio (se necessario aggiungere altra farina o altra acqua minerale per addensare il tutto e fare in modo che l’impasto non resti attaccato alle mani), coprirlo con carta trasparente e poi con uno strofinaccio e mettere a riposare per 45 minuti.
3. Trascorsi i 45 minuti dividere il composto in tante palline quante dovranno essere le pita (in questo caso ne sono uscite 14) e stendere ognuna con il mattarello arrivando ad un’altezza massima di 5 mm in modo da evitare di avere un pane troppo alto.
4. Sistemare i pani su una teglia foderata di carta forno e coprirli con carta trasparente facendo in modo che non esca aria così da permettere un secondo, veloce, processo di lievitazione. Lasciar riposare al coperto per 10 minuti.
5. Accendere il forno alla massima temperatura e sistemare una teglia da forno bassa e poco spessa all’interno in modo che diventi bollente quindi trascorsi i 10 minuti staccare le pita una ad una e sistemarle sulla teglia rovente facendo attenzione a distanziarle. In 3 minuti circa, dipende dal forno, l’impasto si stacca dalla base e inizia a gonfiarsi per effetto del calore e quando inizia a colorirsi può essere tolto dal forno e messo a raffreddare.

Tempo di preparazione: 1h30

Risultato: mancando il lievito, il pane pita è oltre che più leggero anche più insapore per cui può essere farcito a proprio piacimento esagerando con il condimento.

Variante: al posto dell’acqua gassata si può utilizzare la birra ma ricordatevi che contiene dei principi presenti anche nel lievito e dunque può risultare “fatale” agli intolleranti/allergici esattamente come il lievito!

Conservazione: sarebbe consigliabile conservare la pita in un sacchetto di plastica in modo da mantenere elevata l’umidità perchè questo tipo di pane si indurisce in pochissimo tempo dal momento che manca tutta la mollica che solitamente rende le preparazioni da forno morbide.

Postillina: il motivo per cui una persona sana di cervello dovrebbe prepararsi il pane pita a casa propria mi resta oscuro se non per perdere tempo e/o fare prove. Io l’ho fatto per evitare le complicanze legate all’assunzione di lieviti, esattamente come avevo fatto per il pane azzimo.

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Categorie: Scuola di cucina
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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