Dove mangiare a Copenaghen spendendo (relativamente) poco

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A me Copenaghen proprio non è piaciuta e sotto diversi punti di vista: non ho amato la sua cupezza, giorno e notte, non ho amato la sua parte turistica benché sia colorata. Ho amato invece, ma ero partita preparata in questo senso, il suo cibo, quella contaminazione sempre presente tra gusto nordico e gusto mediterraneo che non a caso ha reso Copenaghen una delle capitali europee della gastronomia. Il problema è che per mangiare a Copenaghen serve un’attenta pianificazione e per questo voglio darvi qualche consiglio così, se capitate in città, magari potete farci un pensierino.

Copenaghen è cara, dove ti giri spendi soldi per mangiare e quello che ti sembra valere poco in realtà costa tantissimo; dai piatti alle cose da bere, tutto è triplicato ma i ristoranti, ve lo giuro, sono sempre pieni; quindi non credo si possa pensare di mangiare spendendo poco a Copenaghen ma di sicuro si può dire dove mangiare spendendo (relativamente) poco.

Se volete mangiare dell’ottimo smørrebrød, il panino tipico aperto con sopra pesce oppure carne, io vi consiglio Ida Davidsen: conosciutissimo tra i locali, è anche conosciuto dai turisti ma non è costoso se si pensa alla media dei ristoranti della Danimarca. Le porzioni sono abbondanti, non si rischia di restare a digiuno e, per la cronaca, tutti gli smørrebrød sono senza glutine!

Mikkeller è una birreria locale dove si possono mangiare piatti tipici del post, soprattutto sottaceti da accompagnare alle salsicce cucinate in tutti i modi possibili e immaginabili e dove bere birre locali davvero particolari; ottimi gli snaps, i bicchierini di acquavite danese che assomiglia alla grappa.

Schonnemann è il classico posto per turisti da guida in mano ma, a dirla tutta, è anche il posto che la gente di Copenaghen consiglia e dove va a mangiare; le porzioni sono incredibili, il cibo di qualità alta, i prezzi nella media della città ma l’atmosfera è molto particolare, nordica e rustica, al punto che trovare posto è seriamente difficile.

Aringhe, solo aringhe, più aringhe per tutti da Nyhavns Færgekro sul turistico canale di Nyhavn; il buffet di questo posto è incredibilmente ricco ma, onestamente, il turismo di massa stanca parecchio e l’esperienza si conclude, o almeno per me si è sempre conclusa, con un ni.

Da provare La Glace, la pasticceria più conosciuta di Copenaghen: i prezzi non sono proibitivi se li relazioniamo alle porzioni ma l’alto tasso calorico dei loro dolci può far desistere. La coda che si forma all’esterno di questo posto è incredibile tra le 3.40 e le 5 del pomeriggio. Da provare per decidere se vale la pena o meno.

Se amate il mordi e fuggi fatevi tentare dai carretti degli hot dog che sono sparsi per tutta la città e dove per mangiare si spende pochissimo: non sarà il massimo della qualità ma se volete risparmiare e non badate a troppo per me si tratta di una soluzione più che ragionevole che spesso riconcilia con il luogo in cui si è.

Invece se volete provare l’alta cucina modello Noma ma non volete avvicinarvi al Noma io vi dico Kanalen, questo ristoranti molto piccolo e affacciato su un canale buio come la pece dove si mangia benissimo ma, ahimè, si spende anche tanto; diciamo che si può fare se si vuole fare un’esperienza vicina al ristorante stellato anche perché si esce da lì con la pancia piena. Per dire, io ho detto di essere celiaca e lo chef mi ha preparato il pane apposito in pochi minuti, fatto a mano e personalizzato!

Poi c’è lui, Noma… ma questo merita un post a parte!

(La foto non contiene cibo ma per me rappresenta bene la città ed è sua)

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Categorie: Viaggi
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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