Colazione in hotel, dimmi cosa mangi e ti dirò da dove vieni

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Non so voi ma io sono una di quelle che, pur adattandomi a tutte le situazioni (ma tutte tutte!) se c’è una cosa che cerco sempre di evitare è l’hotel senza colazione inclusa: per me svegliarmi, farmi la doccia, vestirmi e scendere per la colazione è IL rito della vacanza, IL momento in cui mi rendo conto che sono in vacanza. In realtà la mia colazione in hotel è diversa da quella che faccio a casa dove mi bastano dei cereali per essere a posto: quando sono in vacanza provo di tutto, dal dolce al salato passando per i succhi e con il caffè per non farmi mai mancare nulla. Ma come la pensano gli italiani in questo senso?

Secondo un recentissimo sondaggio di Hotels.com quando sono in vacanza gli italiani NON rinunciano alla colazione e sostengono di farlo soprattutto perchè fa bene: anche se a casa si limitano a caffè e biscottino, in hotel il 51% degli italiani prova l’impossibile, praticamente come faccio io che però mi servo una sola volta a differenza del 36% di quelli che si alzano almeno un paio di volte. Ohhh, mica ci possiamo far mancare quelli che si portano via il cibo per mangiarselo a pranzo e che ammontano, udite udite, al 9% degli italiani!!!

Da amante della colazione in hotel, mi diverto ogni volta a “classificare” i colazionieri in base alla loro nazionalità e ho elaborato una specie di standard di riconoscibilità 😀

Italiani: arrivano in sala colazione con le Hogan ai piedi e la Prima Classe addosso, le donne pure con gli occhiali da sole infilati, e non si curano del cartello all’ingresso che invita ad aspettare prima di sedersi. Si siedono, si guardano attorno e quando la cameriera arriva non esitano a chiedere “a cappuccino” o “a coffi” poi si alzano, prendono il piatto e guardando con aria schifata il buffet si fiondano sugli ultimi cornetti rimasti o sulle fette biscottate con la Nutella. Li senti esclamare, senza pensare che qualcuno potrebbe capirli, che “‘sto caffè è ‘na brodaglia”, “ma che colazione è”, “mi manca proprio il cappuccino buono”.

Tedeschi: Birkenstock e calzini di lana ai piedi pure se fuori ci sono 28° all’ombra, li riconosci perchè si siedono e mentre i genitori restano seduti i bambini iniziano a scorazzare ovunque e si avvicinano minacciosi al buffet. Ordinano l’impossibile e mischiano tutto, provano il bacon e ci spalmano sopra pure la marmellata. Si alzano un’infinità di volte e ogni volta sembra sia passato Attila.

Americani: vanno alla disperata ricerca di pancake e cereali e quando arrivano in sala colazione sono già flip flop muniti e zainetto attrezzati. Impiegano pressapoco 5 minuti per fare colazione, giusto il tempo di ingozzarsi di tutto ciò che di dolce trovano prima di partire verso nuove avventure.

Inglesi: arrivano alla spicciolata, si riconoscono perchè sorridono a tutti pure se si sono appena alzati. Il loro must have è il buffet caldo. Tutto. La loro colazione si compone di tre momenti: ordinazione bevanda calda – corsa al buffet dei cereali – corsa al buffet caldo. Bevono il tè mangiando bacon, sorseggiano cappuccino sbrodolandosi ovunque e spesso i figli si muovono in completa autonomia e decidono cosa mangiare mandando in tilt tutta la sala. Non è inusuale vederli al bancone del pub 😉

Asiatici: oltre agli occhi a mandorla e un abbigliamento da astronauta con Vuitton sotto il braccio, li riconosci perchè non sanno cosa fare. Arrivano, si siedono e poi si guardano in giro spaesati perchè non sanno cosa mangiare a colazione: il buffet dolce non fa al caso loro ma neanche quello salato perchè è troppo pesante. Impiegano un tempo indefinito per sorseggiare il loro cappuccino ma sono palesemente fuori dal mondo.

E voi, che colazione amate fare? Come vi comportate quando siete in vacanza? Io faccio parte, come avrete capito, della categoria dei temerari, quelli che mischiano l’impossibile e che quando gli viene fatto notare rispondono, con aria sfrontata e testa alta, “tanto nello stomaco si mischia tutto”.

Sì, se avete deciso di non seguirmi più posso capirvi 🙂

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Categorie: Shopping, Viaggi
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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