Gelato di ricotta alla romana

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E’ vero che siamo conosciuti come quelli che se magnano pure il bue senza lavarlo, ma a Roma siamo famosi pure per i dolci e diciamo che dove si può ci si mette del proprio per soddisfare la pancia! 🙂 Per questo, sfidando qualsiasi pregiudizio, vi presento una ricetta romanissima ma che pochi conoscono o attribuiscono alla cucina di Roma: il gelato di ricotta. Si chiama gelato ma è di fatto un semifreddo ma a noi ce piace così, gelato di ricotta! 😀

Il motivo per cui a Roma si prepara da sempre il gelato alla ricotta è pressochè ignoto e si pensa sia stata la vicinanza con le campagne e i pascoli, con conseguente migrazione stagionale di pastori, a permettere l’esportazione in città e nella provincia più vicina della ricotta; nei libri di storia si parla della passione di Marco Porzio Catone per il latte di pecora e per la ricotta, buongustaio! 🙂

Ovviamente non pensate si tratti di gelato classico perchè ovviamente la differenza c’è e si sente: facciamolo passare per leggero e non ci pensiamo va! 😀

Cosa serve per 1 stampo grande
500 grammi di ricotta di pecora (preferibilmente romana)
4 uova
100 grammi di zucchero
1 bicchiere di cognac

Come si fa
1. Montare i tuorli con lo zucchero fino a quando diventano spumosi quindi setacciare la ricotta per raffinarla (usare un settaccio a maglie medio-piccole e aiutarsi con un cucchiaio) e aggiungerla al composto con le uova insieme al cognac.
2. Prendere uno stampo da budino, foderarlo di carta forno bagnata e strizzata, versare il composto e coprire la superficie con altra carta forno bagnata e strizzata e con dell’alluminio per sigillare.
3. Mettere in frigo per 5 ore quindi tirare fuori, capovolgere lo stampo su un piatto e decorare il gelato con dei canditi o della gelatina di frutta per un effetto più raffinato.

Tempo di preparazione: 10 minuti + raffreddamento

Risultato: se la ricotta è buona, fresca e bella bianca avrete un gelato “da sturbo” e vi scorderete dei vari San Crispino e Grom in circolazione! 😀

Variante: il cognac può essere sostituito dal rhum.

Consiglio: le nostre bisnonne, e forse ancora qualcuno, usavano la garza per foderare lo stampo che peraltro in molti casi era di rame. Io con la garza mi trovo male perchè nn riesco a strizzarla del tutto per cui preferisco la carta forno, solitamente quella marrone, che bagno e strizzo per bene e che mi sembra anche un pochino più igienica.

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Categorie: Ricette, Ricette dolci e frutta
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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