Etichette alimentari, tu quanto ne sai?

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Se mi leggete da qualche tempo sapete che io alle etichette alimentari, per forza o per buona voglia, ci tengo davvero e l’ultima vivisezione ha dimostrato quanto io sia profondamente influenzabile; per questo motivo ho letto con estremo interesse una ricerca di Nielsen che mi è arrivata per motivi di lavoro e secondo cui ben il 53% delle persone nel mondo crede di essere in soprappeso e ben il 59% non capisce a fondo le etichette nutrizionali sulle confezioni dei prodotti che acquista.

Lo studio è stato condotto con metodologie quantitative prendendo in considerazione un panel di 25.000 utenti in tutto il mondo, attivi su Internet e dunque potenzialmente “educati” e informati ma i risultati sono stati a dir poco scoraggianti per quel che riguarda la percezione che si ha dei cibi che si acquistano.

Quasi 6 consumatori su 10 nel mondo non riescono a capire i valori nutrizionali presenti sulle etichette degli alimenti, il 52% li capisce solo parzialmente, solo il 41% degli intervistati li capisce del tutto e ben il 7% non li capisce per niente.

Quanto alla divisione in zone, in Europa i portoghesi sono quelli che comprendono ciò che è scritto sugli alimenti più di tutti gli altri (60%) mentre i francesi (e non facciamo facile ironia, vi prego! 😀 ) sono quelli più duri di comprendonio (solo il 31% di loro dichiara di capire cosa c’è scritto sulle etichette); noi italiani siamo abbastanza bravi visto che il 59% sostiene di comprendere perfettamente tutto, o quasi, quello che c’è scritto sui prodotti che sta comprando.

Confusione senza precedenti tra i consumatori cinesi e quelli che vivono nei Paesi del Sud Est asiatico mentre sono virtuosissimi i consumatori provenienti da India, Australia e Nuova Zelanda.

Tutti gli intervistati, e questo è sicuramente il dato più incredibile, non credono a ciò che leggono sulle etichette alimentari e non credono che le indicazioni sulla salute in esse contenute siano effettivamente corrette e reali ma che siano solo frutto di operazioni di marketing e pubblicità e dunque scarsamente degne di fiducia.

Sono credibili secondo tutti in primis il conteggio delle calorie (perchè in teoria, e sottolineo in teoria, deriva da calcoli matematici con qualche variazione specifica) poi i valori relativi alle vitamine e infine quelli relativi ai grassi; gli italiani si distinguono in quanto tra i parametri che prendono maggiormente in considerazione e che considerano attendibili ci sono la freschezza, le informazioni sull’importazione e quelle sulle vitamine presenti nell’alimento acquistato.

Tutti indiscriminatamente oltre ad una maggiore trasparenza per quel che riguarda le etichette alimentari vorrebbero che catene di ristoranti, fast-food e ristoranti privati si attivassero per inserire nei menù accanto ai nomi dei piatti proposti anche il calcolo dei valori nutrizionali e delle calorie associate ad ogni piatto.

Parliamone: io sono abbastanza capra nella lettura delle etichette nel senso che ogni volta che devo acquistare qualcosa ci passo parecchi minuti perchè mi metto a leggere l’etichetta quindi se ho mio marito vicino che mi spiega me la spiccio in poco ma se lui non c’è mi attacco al cellulare e inizio a navigare su Internet alla ricerca di qualsiasi voce riportata. Funziona e io sono soddisfatta delle scelte che faccio, voi invece? Fate attenzione alle etichette? E, soprattutto, le capite davvero come dovrebbero essere capite per funzionare correttamente?

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Categorie: Scuola di cucina
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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